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Le polpette di nonna Agata

Chi era nonna Agata, antica custode della ricetta di queste incredibili polpette? Era la nonna di Mariangela. E chi è Mariangela? E’ una mia amica, che io chiamo Mary-Angel per la sua disponibilità e gentilezza.

La nostra Mary- Angel non mi ha regalato solo la ricetta, ma anche una bella storia.

Nonna Agata (per inciso oggi era il suo onomastico e mi fa piacere l’idea di regalarle questo post per ricordarla) viveva in un paesino calabrese chiamato San Salvatore che aveva non più di 800 abitanti. Era chiamata la “carbinera” per il suo carattere forte e per il suo modo di accogliere senza tante cerimonie chiunque bussasse alla sua porta. Questa era la sua ricetta delle polpette, ed era diventata tradizione trovarne in gran quantità nella sua casa per tutto il periodo di carnevale. In questo periodo i ragazzi del paese usano travestirsi ancora oggi da “mascarati” cioè con vecchi abiti dismessi e macabri e brutte maschere per coprire il volto. Mariangela ricorda che non parlavano e i bambini avevano tanta paura nonostante sapessero chi si celava dietro quelle maschere. Impietosito da quegli sguardi terrorizzati qualche mascarato dal cuore tenero scopriva il volto. Un tempo per tutto il periodo di carnevale i mascarati sfilavano per le strade dal pomeriggio fino a sera, danzavano nelle piazze al suono di zampogne e tamburi e andavano a rifocillarsi nelle case del paese dove sapevano di trovare un piatto pieno e un bicchiere di vino contadino. Quando bussavano da nonna Agata, sapevano benissimo che, oltre i dolci caratteristici di carnevale (pignolata e chiacchiere), potevano trovare le fantastiche polpette!!! Impastava almeno dieci kg di polpette da sola e non faceva economia sugli ingredienti, tutti di ottima qualità. Una volta finita quell’impresa eroica nonna Agata, si metteva in trepida attesa dei mascarati in compagnia di figli e nipoti.  Chiaramente non erano solo i palati dei mascarati a essere deliziati dal sapore delle polpettine, ma quelli di tutti i vicini e si potrebbe dire di tutto il paese.

Adesso lei non c’è più ma il paese la ricorda il martedì grasso quando si sfila per le stradine travestiti e si arriva in piazza per bruciare il Carnevale, un fantoccio imbottito di fuochi d’artificio e petardi. Si balla tutti la tarantella guidati dal capo maschera “u puddicinedda”, il più anziano del paese, anch’esso travestito ma col viso scoperto. Il paese la ricorda offrendo a tutti, indovinate un po’? le sue polpette cotte al momento e in una bancarella sulla piazza. Come tanti paesi San Salvatore oggi è spopolato, ma chi può torna per carnevale per rincorrere ricordi d’infanzia e per mangiare le polpette di nonna Agata, eredità lasciata alle donne della sua famiglia. E’, infatti, sua figlia Marianna, che vive ancora lì, che si occupa dell’impasto di quelle fantastiche palline .

 

Ricetta per circa 1,5 Kg di polpette

-mezzo kg di patate

-250 g di carne macinata

-250 g di salsiccia fresca

-4 uova

-200 g di pecorino  ( io ne ho usato 100 gr. Ho avuto paura ! :[ )

-200 g di parmigiano ( idem come sopra)

-un trito di sale, pepe, rosmarino, salvia, timo, alloro, origano e aglio

-Prezzemolo

-pangrattato

-farina

-olio per friggere

Procedimento

Bollire le patate già sbucciate in abbondante acqua e una manciata di sale, una volta pronte schiacciarle. In una grande ciotola mettere tutto insieme le patate, la carne macinata, la salsiccia (precedentemente spellata e sbriciolata), le uova, i formaggi sia pecorino che parmigiano, il prezzemolo tagliuzzato molto sottile e il trito di erbe aromatiche. Impastare con le mani. Una volta amalgamato l’impasto aggiungere qualche manciata di pan grattato (l’impasto non deve essere duro), .Impastare ancora per ammalgamare il tutto.

Una volta pronto l’impasto preparare dei vassoi cosparsi con la farina, arrotolare l’impasto a palline (la grandezza è a piacere), disporre le palline sul vassoio e cospargerle con una spolverata di farina.

Sul fuoco mettere a riscaldare una pentola profonda con tanto olio (le polpette devono galleggiare), una volta pronto arrotolare ancora le polpette per far si che la farina spolvereta sopra copra tutta la polpetta e mettere nell’olio bollente.

Non toccarle, appena pronte verranno su da sole, sono pronte quando avranno assunto un bel colore dorato

Appena pronte posizionarle su carta assorbente.

L’impasto può essere fatto il giorno prima e lasciato in frigo per una notte. Questo può aiutare per ottimizzare i tempi nelle nostre vite frenetiche, e migliora anche il sapore  e la consistenza delle polpette.

Se vi avanza impasto fate delle maxi polpette con dentro il cuore di provola filante e friggete anche queste. Se vi avanzano anche queste ( o state male o avete veramente esagerato con i quantitativi!!!)  immergetele in un sughetto olio, cipolla, pomodoro, sale,peperoncino e quando è pronto buttate dentro una manciata di basilico. Con il sugo condite la pasta e le polpette le mengiate per secondo.

Se avanza altro …viene smaltito nel compost ;))

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